La muta nel pappagallo: cos’è davvero e perché non è una scusa per un cattivo piumaggio

Nel linguaggio comune, la parola “muta” viene spesso usata come giustificazione universale per qualunque problema del piumaggio:

Piume opache, spezzate, disordinate, irregolari: tutto viene liquidato con un rassicurante “è in muta”… non sentitevi per nulla rassicurati!

Dal punto di vista biologico e clinico, questa lettura è sbagliata: la muta è un processo fisiologico regolato e, di per sé, non giustifica un piumaggio di cattiva qualità.
Nei testi clinici di medicina aviare, si sottolinea che i problemi di cute e piumaggio hanno molte cause possibili e che il compito del clinico è identificare un’eziologia razionale, perché segni simili possono derivare da meccanismi molto diversi.

Cos’è la muta, dal punto di vista biologico

La muta è la sostituzione programmata delle penne vecchie con penne nuove. Non è un evento “caotico”: è coordinato da segnali endocrini e da vincoli funzionali (volo, isolamento termico, integrità della pelle).
La letteratura endocrinologica mostra che l’inizio della muta è associato a cambiamenti ormonali specifici: ad esempio, studi sperimentali hanno indagato il ruolo della prolattina nella regolazione della muta e nel suo avvio.

Inoltre, sintesi comparative sulle strategie di muta negli uccelli discutono come alcuni assi ormonali (es. tiroidei) influenzino l’onset e come lo stress endocrino possa interferire con la qualità delle penne.

Inoltre, non bisogna dimenticare che il periodo di muta sottopone l’organismo a un maggiore dispendio energetico, quindi il “corpo” del pappagallo deve esserci, pronto, efficace e coerente per dare le risposte necessarie alla “manutenzione organica” del piumaggio* (* Piumaggio = scudo difensivo dalle molteplici funzioni): se questo non accade, ogni segnale è diretta indicazione di qualcosa che non funziona come dovrebbe!


In natura, la muta non concede attenuanti

Il punto chiave è logico prima ancora che clinico: in natura un piumaggio disordinato riduce efficienza di volo, isolamento termico e performance generale.

Gli uccelli hanno evoluto strategie di muta proprio per minimizzare la vulnerabilità. La muta è quindi un processo “progettato” per mantenere l’animale funzionale. Le revisioni comparative sulle strategie di muta e i correlati ormonali discutono esplicitamente che alcuni ormoni dello stress possono influenzare negativamente la qualità del piumaggio, motivo per cui l’organismo tende a proteggere la produzione delle penne durante la muta. In questo contenitore di co-fattori, entra a pieno titolo il metabolismo: quando lavora come dovrebbe, il piumaggio viene rinnovato senza che sia evidente alcuna anomalia, fatta eccezione per le penne che si trovano a terra. Le penne mutate che devono comunque essere belle, perfette, giunte semplicemente alla fine del loro compito biologico.

Un pappagallo in muta è uguale a un pappagallo non in muta

È utile dirlo senza giri di parole: la muta non è una “patologia” e non trasforma il pappagallo in un animale “normalmente brutto”.
Le penne nuove, se il sistema funziona correttamente, dovrebbero essere ben cheratinizzate, elastiche, integre. Se non lo sono, la muta non è la causa: è il momento in cui l’organismo mostra che qualcosa non sta andando come dovrebbe.

Nota:
che qualcosa non sta andando per il verso giusto lo capite anche ascoltando il rumore che le ali del pappagallo emettono mentre vola: se sentire un rumore “cartaceo”, piuttosto che un organico sbatter d’ali, siete davanti a un problema che merita un’indagine severa.

Questo concetto è coerente con ciò che insegna la clinica dell’apparato tegumentale: la cute e le penne hanno risposte limitate agli insulti e segni simili possono derivare da nutrizione, metabolismo, infezioni, elementi tossici o gestione ambientale; per questo un piumaggio scadente va sempre interpretato come segno da investigare, non come “fase”.

Perché un piumaggio scadente non è “colpa della muta”

La penna è una struttura proteica sofisticata: circa l’88–90% è composta da cheratina, e la sua sintesi richiede un apporto adeguato di amminoacidi tra cui i solforati (cistina e metionina) e un metabolismo epatico efficiente.

Se la dieta è sbilanciata o se esiste un problema metabolico, la qualità della penna ne risente. Una rassegna sugli “interventi nutrizionali e piumaggio” negli uccelli (in ambito avicolo, ma con principi biochimici generali) ribadisce che metionina e cistina sono tra i determinanti principali della qualità del piumaggio e che le carenze portano a penne ruvide o malformate.

Questa è la ragione per cui attribuire penne fragili e rotte alla muta è, di fatto, un errore di causalità: la muta non “rovina” le penne; piuttosto, se le nuove penne escono malformate, la muta sta mettendo in evidenza un problema nutrizionale/metabolico o un’altra causa sottostante.

La muta come “cartina di tornasole” della salute

Da un punto di vista clinico, la muta è un momento in cui l’organismo deve allocare risorse per produrre un tessuto altamente specializzato.
Se l’animale è in equilibrio, la muta procede senza conseguenze estetiche marcate; se non lo è, la qualità delle penne può diventare un indicatore precoce di squilibrio.

Questo approccio “diagnostico” è coerente con la letteratura clinica che sottolinea come, prima di attribuire i problemi del piumaggio a cause altre, sia necessario escludere con un work-up completo le cause organiche.

Nota:
è frequente che una volta affrontata la vera muta fisiologica, il pappagallo ritorni a mostrare un piumaggio coerente, ma fate attenzione perchè è un miglioramento dettato dalla risposta difensiva dell’organismo. Se il piumaggio era incoerente, e non viene risolto il problema che sta alla base,
esso si ripresenterà in maniera sempre più incisiva.
Tenete a mente quando il pappagallo ha manifestato i primi problemi, anche se inizialmente vi sono apparsi risolti e riferitelo al curante.
Tenete a mente, contestualmente, anche le contro-performances fisiche e comportamentali.

Quando serve un veterinario

Il messaggio finale, volutamente netto: un piumaggio marcatamente disordinato, opaco, fragile, con buchi qua e là o malformato non è “normale perché è in muta”. Durante la muta non si deve vedere null’altro che le penne cadute: il piumaggio del pappagallo deve restare perfetto.

Nella pratica clinica, i testi sottolineano che le patologie di cute e piumaggio richiedono un iter diagnostico ragionato per identificare l’eziologia e impostare una terapia sensata; rimandare tutto alla muta rischia soltanto di ritardare la diagnosi.

Bibliografia essenziale

  • Dawson A. (2009). The involvement of prolactin in avian molt. General and Comparative Endocrinology / ScienceDirect.

  • Bókony V. et al. (2018). Convergence of biannual moulting strategies… Proceedings of the Royal Society B.

  • Chen M. et al. (2020). Review su regolazione nutrizionale e segnalazione molecolare (cheratina e amminoacidi solforati). (PMC).

  • Van Emous R.A. (2019). Effects of nutritional interventions on feathering of poultry: a review.

  • Schmidt R.E., Lightfoot T.L. (capitolo “Integument” – problemi di cute e piume, approccio diagnostico). PDF professionale.

  • Rubinstein J., Lightfoot T. (2014/2012). Feather Loss and Feather Destructive Behavior in Pet Birds. Vet Clinics / PDF.

Avanti
Avanti

Cenerino (Psittacus Erithacus), il rischio di una scomparsa silenziosa