Corde sottili e catene sono pericolose per i pappagalli



Molti accessori per pappagalli vengono venduti come “giochi” o “arricchimenti ambientali”, ma non tutti sono realmente sicuri. Tra i più sottovalutati ci sono corde di piccolo diametro e catene metalliche, che possono trasformarsi in vere e proprie trappole per l’animale.

Capire perché sono pericolose è fondamentale per prevenire incidenti spesso gravi e purtroppo molto comuni.



Perchè i pappagalli sono particolarmente a rischio

I pappagalli esplorano il mondo con becco e zampe, non solo per muoversi ma anche per giocare, rosicchiare e “studiare” ciò che li circonda.
Questo comportamento naturale li porta a:

  • afferrare nodi e anelli

  • infilare le dita o il becco in spazi stretti

  • sfilacciare materiali fibrosi

Ciò che per noi sembra innocuo, per loro diventa una trappola potenzialmente letale

Rischi associati alle corde di piccolo calibro

Le corde (in cotone, juta, nylon o sisal) di piccolo diametro comportano diversi pericoli documentati:

a. Intrappolamento e strangolamento
Le fibre flessibili possono avvolgersi attorno a dita, ali o collo, causando:

  • ischemia degli arti

  • necrosi tissutale

  • amputazioni traumatiche

  • morte per strangolamento

b. Ingestione di fibre
La masticazione porta spesso all’ingestione di filamenti, che possono causare:

  • ostruzioni del gozzo o dell’intestino

  • rallentamento del transito digestivo

  • proliferazione batterica secondaria


    Pericoli delle catene metalliche

Le catene, spesso utilizzate come supporto per giochi o posatoi sospesi, presentano criticità specifiche:

  • Intrappolamento di dita o mandibola tra le maglie

  • Traumi da torsione, quando l’animale rimane sospeso dimenandosi, nel tentativo di di liberarsi

  • Rischio tossicologico, se la lega metallica contiene zinco, piombo o altri metalli pesanti (frequentemente presenti in materiali non certificati)

  • Usura del becco, con microfratture o malocclusioni dovute al contatto ripetuto con superfici metalliche dure



Evidenze cliniche e osservazioni veterinarie

Amazzone con dito amputato da catenella posta in gabbia

La letteratura veterinaria e la casistica clinica riportano numerosi casi di:

  • amputazioni d’urgenza per ischemia da avvolgimento

  • interventi chirurgici per rimozione di corpi estranei fibrosi

  • morte improvvisa per strangolamento

Questi eventi sono spesso definiti “incidenti evitabili”, poiché correlati direttamente alla scelta dei materiali ambientali

Raccomandazioni basate su criteri scientifici

Per ridurre il rischio, si raccomanda: buona pratica

  • utilizzo esclusivo di giochi certificati per psittacidi, con materiali non sfilacciabili

  • preferenza per corde di grosso diametro in rapporto alle dimensioni della Specie, ben tese e controllate regolarmente

  • eliminazione di catene metalliche, sostituite con sistemi in acciaio inox chiuso a bacchetta o materiali polimerici sicuri

  • ispezione frequente dell’ambiente per individuare segni di usura

  • rotazione dei giochi per ridurre comportamenti ossessivi


Dal punto di vista scientifico e veterinario, corde sottili e catene rappresentano un rischio concreto e prevenibile per la salute dei pappagalli. La progettazione dell’ambiente deve tenere conto non solo della resistenza dei materiali, ma anche del comportamento esplorativo e della biomeccanica della specie. La prevenzione, in questo contesto, non è una scelta accessoria, ma una responsabilità etologica ed etica


Nota: qui sotto il commento di uno dei maggiori esperti Veterinari in medicina aviare al mondo, il Professor Lorenzo Crosta che risponde alla domanda se sia lecito legare a una zampa un pappagallo, corda o catenella che si voglia:

”Ragionando in maniera obiettiva sulla pratica di spostare o tenere pappagalli legati a una zampa, bisogna chiedersi: perchè legare un uccello a una zampa? Secondo: ci sono mezzi alternativi? Terzo: aspetti legali. Quarto: i rischi di questo sistema?

Intanto l’idea deriva da una pratica comune in altri uccelli, i rapaci impiegati in falconeria in senso lato (includiamo pest control e show coi rapaci).
La pratica è consolidata da millenni e si impiega in molte specie di rapaci in tutto il mondo. Funziona bene e non offre rischi SE BEN UTILIZZATA e NEI RAPACI.
Ma esiste un’enorme differenza tra l’apparato muscolo-scheletrico degli uccello da preda e quelli dei pappagalli.
I primi infatti, hanno zampe molto robuste, molto più muscolare e soprattutto con una maggiore escursione della catena ricolare (anca, ginocchio, tarso e metatarsi). 

Poi, ci sono metodi alternativi? Soprattutto si possono preparare, o affittare, spazi adatti alle prove di volo libero, senza che gli uccelli siano tenuti legati per le zampe

Inoltre, credo che in tutto il territorio nazionale sia proibito tenere gli uccelli, con esclusione dei falchi per falconeria, legati per le zampe.

Comunque, la tendenza socio-politica attuale non vede bene questa pratica, per cui il rischio di vedersi spiccare una denuncia di maltrattamento da una guardia zelante è certamente molto elevato.

Parliamo dei rischi: certamente per i pappagalli è un sistema pericoloso.

Una volta ero convinto che fosse un metodo accettabile, ma nei miei più di trent’anni di pratica come Veterinario avviare ho visto diversi casi di fratture, ma soprattutto lussazioni in pappagalli tenuti alla catenella, o con i geti tipo rapace. Ho visto soprattutto pappagalli farsi male se legati a una sola zampa, ma non sono mancati casi con uccelli trattenuti per entrambe le estremità. In effetti, anche in numerosi zoo di cui sono consulenze, dove ci sono show sia con rapaci, sia con i pappagalli, TUTTI usano i geni nei rapaci, ma NESSUNO li usa coi i pappagalli e sono tutti professionisti che fanno volare i pappagalli liberi, in spazi aperti e non controllati. 

In buona sostanza, quindi, direi di lasciar perdere e di impiegare dei metodi educativi che non prevedano coercizione, ma soprattutto he non siano pericolosi per i nostri uccelli.” Prof. Lorenzo Crosta

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